Public Diplomacy o diplomazia pubblica
Maggio 6, 2008
Grazie ad un commento ricevuto prendo spunto per spiegare l’utilizzo di un termine inglese nell’analisi di relazioni pubbliche gestite dall’Italia.
Tradizionalmente si fa coincidere la nascita del termine nel 1965 da parte di un professore-giornalista di una università americana che utilizzò tale espressione per riferirsi agli sforzi compiuti dall’amministrazione di Washington di creare legami culturali e diffondere informazione in paesi terzi. Durante tutta la durata della guerra fredda l’attenzione a questo tema cresce grazie al concomitante sviluppo di una società sempre più coinvolta ed informata sui fatti del mondo. All’inizio degli anni 90 questa strategia d’immagine perde di sostanza a causa della sensazione di supremazia assoluta degli Stati Uniti, tale disattenzione produrrà conseguenze estremamente negative per l’America. Solamente dopo l’11 settembre vi è stato un forte recupero di interesse di accademici e politici al tema della public diplomacy made in Usa, con la rincorsa al sottosegretario che possa davvero cambiare un’immagine disastrata da una politica estera votata al militarismo.
Gli Stati Uniti hanno rappresentato per tutta la seconda parte del ‘900 la guida (spesso irresponsabile) dell’intero pianeta, nella lotta contro l’Unione Sovietica per la supremazia è andata crescendo l’importanza della diffusione di valori condivisi per la vittoria finale. L’incapacità di gestire tale egemonia in modo responsabile, la concomitante esasperazione dell’economia di mercato e lo sviluppo di un’economia fortemente legata all’apparato militare ha portato alla situazione attuale: una distanza enorme tra la realtà dei fatti e l’immagine che si vorrebbe proiettare.
Questa premessa intende sottolineare come il tema public diplomacy sia argomento storico e allo stesso tempo estremamente attuale nelle università americane tanto quanto a livello governativo.
La letteratura americana rappresenta quindi la struttura di base per comprendere l’evoluzione del concetto.
Proprio la mutevolezza del termine mi ha spinto a non utilizzare la traduzione italiana dell’espressione, esistono diverse definizioni di public diplomacy come diverse interpretazioni della sua applicazione.
L’approccio italiano rappresenta un peculiare caso di adattamento al sistema delle relazioni internazionali, infatti il cosiddetto sistema paese necessario per la difesa di valori identitari nella proiezione all’esterno nella maggior parte dei casi non funziona. Oltre ad una strutturale mancanza di collaborazione fra gli enti preposti mancano probabilmente le condizioni culturali, come la condivisione di valori comuni, per il perseguimento di una politica di promozione d’immagine. Quindi aldilà del discorso commerciale dove il fine economico produce in alcuni casi interessanti sinergie non si può parlare di una public diplomacy italiana.
Ciò nonostante l’argomento è estremamente attuale, il Ministero degli Affari Esteri sta incrementando l’attenzione verso il tema della comunicazione internazionale, tra qualche tempo e per alcuni casi specifici si potrà parlare di diplomazia pubblica italiana ma forse per il momento converrebbe continuare ad usare nostro malgrado il termine inglese.
What is Public Diplomacy?
Marzo 16, 2008
L’argomento è stato sviluppato in una tesi di laurea specialistica in cui si cerca di comprendere un tema di forte attualità nell’ambito delle relazioni internazionali. Una nuova forma di diplomazia adatta al mondo contemporaneo rappresenta uno strumento caratteristico del sistema delle relazioni che si va affermando come conseguenza della globalizzazione.Nel blog verranno inserite varie questioni destinate al dibattito fra cui: propaganda e pd, branding nation e pd, soft power e pd…